3. Ti piacerà, vedrai.
8 декабря 2024, 19:00Salgo rapidamente le scale, cercando di non pensare a quello che è appena successo. Quel Kirill... Chi è, in realtà? Perché gli serve il mio numero? I pensieri su di lui non mi lasciano mentre apro la porta dell'appartamento. Dentro c'è silenzio, spero che Nastya torni presto.
Mi siedo sul divano e cerco di calmarmi. Forse il concerto mi aiuterà davvero a distrarmi da tutto questo?
Prendo il telefono in mano, giusto per non pensare a tutto questo. Scorro Instagram con aria annoiata, senza neanche guardare davvero lo schermo.
All'improvviso sento il suono della porta che si apre — è Nastya. Entra con un sorriso sul viso, ma questo lentamente sparisce vedendo la mia espressione cupa.
— Tutto a posto? — chiede, sedendosi accanto a me.
— Sì... è solo che ho incontrato un tipo, — rispondo, cercando di non mostrare le mie emozioni.
— Oh, questa sì che è interessante! E chi è il fortunato? — chiede curiosa.
— Non lo so... Qualcuno di nome Kirill. È un po’ strano, mi spaventa. — Nastya ride.
— Mmh, amica, speravo avessi finalmente trovato il tuo principe azzurro. — dice sognante.
Borbottai qualcosa come "sì, certo". Ma quale principe azzurro? Non ho mai avuto una relazione. E anche se il mio aspetto non è poi così male, nessuno voleva frequentare "l’emarginata" della classe. Accidenti, a che punto è arrivata la società. La posizione economica ora conta più di qualsiasi altra cosa...
***
Nastya parlava animatamente dei piani per domani. La ascoltavo, ma i pensieri su Kirill non mi lasciavano in pace. Nella mia testa comparivano immagini del suo sorriso sicuro e dei suoi occhi grigi, o forse azzurri. Idiota. Perché cazzo gli ho dato il mio numero? E se fosse un maniaco? Anche se credo che i maniaci non vanno in giro con una BMW nera e in smoking. Tutto questo mi inquieta. Molto. — Ehi, Lis, ci sei? — la guardo e annuisco leggermente. — Hai qualcosa da mettere per domani? — Sì... Non ci ho nemmeno pensato. Non ho voglia di vestirmi in modo particolare. E comunque non ho molti vestiti con me. — guardo lo zaino sul pavimento. — Ho deciso, prenderai qualcosa dal mio armadio! — Oh no... lei si veste come una puttana. Adoro Nastya come amica, ma il suo stile è molto diverso dal mio. Io amo i vestiti larghi, ma almeno comodi, non come i suoi. Lei invece adora mostrare il sedere o indossare scollature profonde. A quanto pare, per un giorno dovrò uscire dalla mia zona di comfort... Grazie mille. — Va bene, — sospirai, — ma solo se non mi costringerai a mettere qualcosa di troppo provocante. Nastya sorride, e capisco che è già pronta a organizzarmi una sfilata di moda. Saltò su e andò nella sua stanza, lasciandomi sul divano con i pensieri su Kirill. Perché non riesco a togliermelo dalla testa? Non lo conosco nemmeno, ma la sua sicurezza e quel suo essere misterioso sono... intriganti? Che schifo, che pensieri sono? Si è comportato da vero idiota tutte e due le volte che ci siamo incontrati per caso. Maleducato e arrogante. Ma devo ammettere che è bello, minchia. Pochi minuti dopo Nastya tornò con un mucchio di vestiti. Iniziò a stenderli sul divano, guardando prima i vestiti e poi me, come se mi stesse vestendo mentalmente. — Guarda, questo vestito è perfetto per il concerto! — dice, sollevando un vestito corto nero con uno spacco profondo sulla coscia. Almeno non ha la scollatura. Sbuffo. — Nasty, sai che non metto queste cose. — È ora di provare! — insiste lei. — Hai un fisico che tutte sognano. Dai, provaci! — la bionda inclina la testa di lato, guardandomi con occhi supplicanti. — Va bene, ma solo questa volta, e solo per te. — l'amica fece un’espressione esagerata, poi sorrise senza farsi vedere.***
La giornata trascorse lentamente. Ricevetti qualche augurio da vecchi parenti lontani che nemmeno conosco. Nessun messaggio da mio padre. Forse è meglio così? Spero. Anche se, a dire la verità, mi spaventa da morire. La famiglia di Nastya mi ha fatto gli auguri in modo molto gentile, e la mia amica, oltre al concerto, mi ha regalato un buono per un enorme negozio di profumi. Sinceramente, le ero davvero grata, anche se forse non doveva... Ho passato tutto il tempo a casa, cercando di occupare la mente, visto che tutti erano fuori. Nastya era dovuta uscire all'improvviso per qualche motivo, e gli altri probabilmente studiavano o lavoravano. Ho deciso di non andare a scuola almeno per una settimana. Tanto non ho né libri né quaderni con me. Tornare a casa mi fa una paura tremenda. Spero che non mi espellano e che non chiamino mio padre. Eppure sono quasi l'alluna piu brava dalla scuola, magari mi perdoneranno? Il telefono vibra fastidiosamente: un messaggio di Nastya. Lo apro velocemente, sperando che sia qualcosa che mi distragga dai soliti pensieri ansiosi.“Liiiis, torno presto. Il concerto è alle 21:00, quindi puoi iniziare a prepararti, che ti conosco))”
Ha ragione, mi preparo sempre a lungo, ma almeno lo faccio con calma e piacere.“Hahahah, fai presto, allora, che io corro a farmi la doccia.”
Lascio il telefono e vado tranquillamente verso il bagno.***
La figura snella girava davanti allo specchio. I lunghi capelli castani, leggermente mossi, cadevano delicatamente sulle spalle fragili. Trucco abbastanza naturale: mascara, correttore, un po' di blush, illuminante, sopracciglia curate e matita marrone per le labbra. Il corpo sottile era avvolto da un vestito corto nero e una giacca di pelle corta. Collant neri e stivaletti. Il minimo indispensabile. — Liis, ma stai benissimo. Perché ti nascondi sempre in quei sacchi enormi? — l’amica mi guardò con aria estasiata. In effetti, non mi vesto quasi mai così, oggi è un’eccezione. — Oh, smettila, l’ho fatto solo per te. — ridendo, uscimmo dall’appartamento e salimmo sul taxi, chiacchierando eccitate per la serata in arrivo. — Tra l’altro, conosco l’art director della band. È lei che mi ha procurato i biglietti. Anche per il meet-and-greet. — feci un'espressione sorpresa e guardai l’amica. Poi, borbottando, mi girai verso il finestrino. — Ma dai, non li conosco nemmeno, e devo pure farmi le foto come una fan sfegatata. — Non fare la difficile, ti piacerà, vedrai. Dopo 20 minuti eravamo davanti al club. Una folla di adolescenti si era già radunata. Che scocciatura..Пока нет комментариев. Авторизуйтесь, чтобы оставить свой отзыв первым!